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Strategia Digitale. La seconda edizione

Strategiadigitale2Ogni libro, quando nasce, ha una storia. Poi, la seconda edizione esce e basta. Al massimo puoi raccontare di quando, un giorno, l’editore ha chiamato dicendo “È arrivato il momento di fare la seconda edizione”. E allora emozione, pacche sulla spalla, ma pensa, che bello, diamoci dei tempi. Il libro viene pubblicato, lo annunci, dici in cosa è diverso dal primo, sipario.

Stavolta no. Stavolta anche la seconda edizione ha una storia, a qualcuno nota, ad altri no. Eccola, questa storia.

Roberto Venturini e io abbiamo iniziato a lavorare verso la fine dell’anno. Con il solito sistema: un solo file condiviso, si scriveva e si lasciavano appunti, note, osservazioni per l’altro. Con i soliti tempi e modi: lui che scriveva tantissimo e in ordine sparso, ogni volta che aveva 5 minuti, io che dovevo seguire una logica e mettere giù le cose già perfette, e soprattutto avere del tempo a disposizione, ché 5 minuti non mi bastavano.

Verso metà marzo eravamo a buon punto. Ancora quel centinaio di commenti da smarcare (hai presente i post it che mette word nei testi in cui vuoi lasciare un commento? Ecco, quelli) e poi si sarebbe potuto consegnare. Non sapevamo ancora come regolarci con la prefazione, ma un giorno Roberto mi manda un messaggio in cui dice che teniamo quella vecchia. Per me va bene, lo interpreto come un “diamoci una mossa” che non mi disturba.

Qualche giorno dopo, poche ore dopo aver discusso su uno di quei commenti più rognoso degli altri, Roberto ha deciso che per lui era basta. Mica solo col libro, proprio con tutto.

La mattina dopo speravo che fosse uno scherzo, un errore, un’omonimia: qualunque cosa ma non una vera uscita di scena. Ho pianto molto, ma questo si sa già.

L’editore è stato molto comprensivo. Io ci ho messo tre settimane prima di riuscire a riaprire il file e rimettere mano ai commenti. Il problema più grosso era non poter più chiedere chiarimenti a nessuno. Come essere rimasta senza un braccio.

E a quel punto mi sono detta che no, una prefazione, per giunta vecchia, proprio non ci stava più. Ho pensato a diverse possibilità, ho chiesto consigli, ho proposto all’editore pronta a sentirmi dire di no: quello che avevo in mente non era molto ortodosso.

Undici persone, amici e colleghi di Roberto, hanno creato la prefazione corale che avevo in mente. Con partecipazione, affetto e infinita disponibilità. Sono Elena Antognazza, Paolo Barbesino, Gigi Beltrame, Andrea Boaretto, Federico Capeci, Mafe De Baggis, Paolo Guadagni, Antonio Incorvaia, Marco Massarotto, Pepe Moder (già autore della prima prefazione), Zeno Tomiolo. E Paolo Iabichino, che mi ha regalato la postfazione.

Non li ringrazierò mai abbastanza. Credo che a Roberto sarebbe piaciuto.

E dopo la storia, quello che si fa di solito: che cosa è cambiato rispetto alla prima edizione?

La prima parte è stata interamente rivista, considerato il cambiamento di scenario del digitale negli ultimi due anni. E nonostante tutto ci siamo persi la giusta dimensione di alcuni fenomeni, cresciuti in pochi mesi. E i Pokèmon, naturalmente. Peccato.

Nella parte che riguarda la metodologia abbiamo cambiato i case study e tutti i riferimenti che andavano attualizzati. Abbiamo inserito un esempio di strategia digitale, inventandoci un’azienda che fa hamburger e li consegna a domicilio, per ora solo a Milano, poi chissà.

Abbiamo modificato in modo significativo anche l’ultima parte, relativa alle professioni, perché anche qui molte cose sono cambiate – magari non nella forma, ma nella sostanza sì.

Il libro è disponibile sia in formato cartaceo che digitale e ha una pagina Facebook che gli fa da appendice. Su Amazon trovate un estratto, giusto per sentire com’è.

Ci si vede di là.

Buona lettura.

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Ciao Roberto

robertoIeri è stato un giorno tristissimo. Ci siamo trovati in tanti, al cimitero di Lambrate, a salutare Roberto Venturini. Alcuni di noi, su invito della moglie Stefania, hanno raccontato qualcosa di lui: un ricordo, un saluto. Il mio è molto breve, non avevo molte parole che potessero descrivere la gioia di aver condiviso un pezzo di strada così importante con lui e il dolore di continuare sapendo che lui è da qualche altra parte.

Eccole.

Quando ho conosciuto Roberto ho impiegato circa 30 secondi a decidere che lo trovavo insopportabile. Era l’aperitivo di saluto per gli autori di un libro scritto in tanti, il che era la condizione ideale per lui: un pubblico selezionato sul quale esercitare il suo fascino.

Una quindicina d’anni più tardi l’ho ritrovato, per un lavoro da fare insieme. Stavolta lontano da un palcoscenico. E così ho scoperto un altro Roberto. Ironico, divertente, sempre pronto a sdrammatizzare e a prendere poco sul serio questo nostro mondo che a volte non si rende conto di esistere solo se c’è la corrente elettrica. E naturalmente di una competenza infinita.

Decidere di scrivere un libro a quattro mani è stato un attimo. Stavolta scrivere insieme non significava solo far parte dello stesso gruppo di autori, ma proprio fare in modo che non si sentisse il passaggio da una mano all’altra. Perciò abbiamo avuto lunghe discussioni, siamo venuti a patti (tu scrivi così ma poi io scrivo cosà – l’ultima di queste trattative ha avuto luogo lunedì), abbiamo lavorato e rilavorato così tanto che ci è diventato difficile capire chi avesse scritto cosa. Scoprendo che scrivere con qualcuno vuol dire scambiarsi tanto, e non tutto necessariamente su un foglio di carta.

Roberto, sono arrabbiata con te. Perché non era ancora finita, avevamo ancora un sacco di progetti. E un pranzo in sospeso più o meno da Natale. E presentazioni da fare, amici da andare a trovare con la scusa del libro. Una cena con le famiglie. Dovevamo suonare insieme, anche. Il tuo blues. E andare in barca. Ecco, e adesso?

Roberto, è stato bello condividere questo pezzo di strada con te. Sarà impossibile dimenticarti. Riposa in pace, noi ce ne faremo una ragione. E se non sapremo proprio come fare, come ci hai insegnato tu, ci metteremo un gattino.

Giuliana

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Un’intervista su Strategia Digitale

Questa volta è Guida Digitale che fa a me e a Roberto Venturini un sacco di domande sul nostro libro.

Al solito, ogni volta possiamo aggiungere un pezzetto in più: perché le cose cambiano in fretta, perché certe intuizioni si sono precisate con il tempo, perché infine anche noi abbiamo avuto modo di riflettere e di approfondire alcuni aspetti che fino ad ora ci erano sembrati non particolarmente rilevanti.

Come sempre è stato un piacere, perciò grazie a Giulio Gaudiano e Sara Veltri di Guida Digitale. E a Roberto che ha fatto anche il publiredazionale 🙂

Ecco qui l’intervista:

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Abbiamo raccontato la #StrategiaDigitale in 50 minuti. A Smau

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Ogni volta che ho assistito alla presentazione di un libro, pensavo, c’era uno che diceva delle cose e poi rivolgeva delle domande all’autore. Questo, pensavo, rende tutto più facile per l’autore. Ma a me e a Roberto Venturini non è mai capitato. Niente domande per noi. Per noi un tema. A scelta, per lo più. E un tempo, più o meno lungo, per svilupparlo.

Quindi non c’era motivo per cui in Smau dovesse essere diverso. 50 minuti e gliela raccontate. Noi gliel’abbiamo raccontata così (e ci siamo divertiti, e c’era parecchia gente, e molti facevano di sì con la testa, e sono rimasti tutti fino alla fine, nonostante la pessima acustica).

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Al Mashable Social Media Day di Milano, 9 cose da sapere prima di mettere mano a una strategia digitale

Confesso che, se parlare in pubblico non mi turba (più) moltissimo, il format dell’ignite invece mi da un’ansia che lèvati. Perché l’idea di non avere il controllo del momento, la possibilità di dilungarmi se lo ritengo necessario, quella, al contrario, di saltare allegramente una slide, quest’idea, ecco, non mi mette a mio agio. L’ignite, per chi non lo sapesse, è una modalità di presentazione molto rigida: 5 minuti a disposizione, 20 slide temporizzate, 15 secondi a slide. Quindi niente spazio all’improvvisazione.

E invece il Mashable Social Media Day di Milano, organizzato dallo IED, è fatto proprio così. E la postazione degli speaker ci impediva di guardare le slide da monitor, avendo lo schermo alle spalle.

La crudeltà dell'ignite

La mia presentazione era a due voci, naturalmente, poiché ho diviso il microfono con Roberto Venturini.

Abbiamo parlato di quello che viene prima di iniziare a scrivere una strategia digitale, delle cose da tenere presente, delle idee preconcette di cui liberarci. Insomma, una sorta di introduzione alla strategia digitale, cose da sapere indipendentemente dal fatto di leggere o no il libro.

Sull’evento vi segnalo lo Storify di ad Mingle Italia e quello di Enrico Giubertoni, che raccontano in modo molto completo la serata.

Le nostre slide, invece, sono queste. Buona lettura!

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Al Meet Magento. In contumacia.

Mesi fa la mia amica Emanuela mi ha mostrato un’email che l’aveva lasciata senza parole. Il testo dell’email era questo:

Ciao Emanuela
Nella lounge del nostro ufficio, accanto ai massicci divani in pelle su cui sediamo con aria estremamente seria, si trova il nostro amato grammofono e, alla sua destra, il nostro schermo news ticker da 70 pollici, che ci ha appena segnalato l’arrivo del tuo ordine in altissima risoluzione HD. Abbiamo visualizzato il tuo ordine e brindiamo alla tua ottima scelta.

Ora, dopo aver finito di sorseggiare un Dry Martini sulle note di «Papa’s got a brand new bag», ci metteremo subito all’opera per predisporre la spedizione.

Non appena tutti i documenti saranno pronti e il tuo prodotto sarà spedito a Milano, ti ricontatteremo via e-mail.

Nel frattempo, ti ringraziamo con i nostri più distinti saluti.

La tua redazione auto-reply di Zurigo

Tempi di consegna (giorni feriali, dal lunedì al venerdì):
Svizzera: 1-3 giorni
Germania: 4-5 giorni
Grecia: 10-14 giorni
Europa: 4-7 giorni
US & Canada: 3-7 giorni
Giappone: 3-7 giorni
Russia: 14-20 giorni
Resto del mondo: 4-10 giorni

Sotto, la foto della borsa acquistata dalla mia amica

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e un allegato, il video del brano di James Brown


Fantastica!

Ho chiesto a Emanuela di girarmela, e, sorpresa, un paio di giorni dopo me ne ha mandata anche un’altra, stesso mittente, che diceva:

Ce l’abbiamo fatta: il tradizionale rituale d’imballaggio di due ore si è felicemente concluso e in pochi istanti provvederemo a consegnare il pacchetto bello e pronto al corriere di nostra fiducia.

Quest’ultimo, oltremodo orgoglioso di prendere parte a questa esperienza, accorrerà fino a te attraverso l’insorgenza del freddo dell’inverno per poterti consegnare personalmente il tuo nuovo, prezioso acquisto.

Seppur di rado, capita che l’eccitazione e l’affanno rendano il corriere un po’ introverso e incapace di manifestare appieno la sua insita cordialità. In tal caso, ti preghiamo di perdonarlo e di rompere il ghiaccio preferibilmente con una pacca sulla spalla, un piccolo abbraccio o un bacio sulla guancia – te ne sarà grato e, chissà, magari finirete addirittura per festeggiare insieme il glorioso arrivo della tua borsa.

Se la pazienza non è la tua forza è possibile controllare lo stato della tua spedizione con il numero di tracking 1xxxxxxxx in questo link: http://www.xxx.com

Ancora grazie per il tuo acquisto e cordiali saluti da Zurigo
Il FREITAG Online Team

P.S.: abbiamo la colonna sonora perfetta per festeggiare alla grande la consegna della tua borsa:http://www.youtube.com/watch?v=Zv85y08aA2w

Questa volta solo un allegato, il video dei The Turtles.

La raccomandazione di Emanuela era stata di farne buon uso, e l’occasione si è presentata il mese scorso, quando sono stata invitata, insieme a Roberto Venturini, come speaker al Meet Magento, l’evento annuale in cui per due giorni si parla di ecommerce.

Usando le email di Emanuela abbiamo parlato di ecommerce ma soprattutto di come l’ecommerce costituisca una parte della strategia digitale più ampia. Cioè, io ne ho parlato in contumacia, poiché non ho potuto essere presente, con grande dispiacere, all’evento, per cui ne ha parlato Roberto.

Ed ecco le slide. Enjoy!

P.S. Si è capito che le email erano di Freitag, vero?

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Il mio libro! Strategia Digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e social media

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È arrivato oggi in libreria, si intitola Strategia Digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e social media, lo pubblica Hoepli e l’abbiamo scritto io e Roberto Venturini.

È proprio quello che dichiara di essere, un manuale. Per chi lavora nel digitale, per chi coordina gente che lavora al digitale, per chi deve fare digitale in azienda ma non sa da dove cominciare. L’obiettivo è quello di mettere ordine in un’esperienza ormai quasi ventennale, ma con un panorama che a volte somiglia molto al Far West (e qui non mi dilungo sulle presenze digitali costruite dal nipote che è ggiovane e me lo fa aggratis, perché se ne è parlato fino alla noia).

Mettere ordine nel senso che, se per i singoli pezzi di digitale come il SEO/SEM, le Digital PR, il Social, sono stati scritti fiumi di parole, la parte che viene prima di tutto questo, la strategia digitale, appunto, non è mai stata considerata. O meglio, ciascuno si è costruito il suo modo di procedere, la sua metodologia, sulla base dell’esperienza e dell’esigenza del momento, ma tutto ciò non è mai stato codificato. Ci abbiamo provato noi.

Scrivere con Roberto è stata una bellissima esperienza, che rifarei altre mille volte. La sua lunga militanza nel marketing e nella comunicazione anche non digitale mi ha costretta a pensare a fondo a molte cose che davo per scontate, e questo mi ha sicuramente arricchita. Inoltre lui è un uomo d’altri tempi, cosa rara e preziosissima 🙂 Perciò un grazie pubblico è d’uopo.

Un altro grazie speciale va a Pepe Moder, che è stato il nostro primo lettore e che ci ha fatto l’onore di scrivere per noi la prefazione del libro.

Insomma, io sono parecchio contenta.

Buona lettura e fatemi sapere!

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