Futuro Anteriore.

Mentoring e formazione per persone che modellano marche, prodotti e aziende.

È il tempo dell’esperienza, dicevo.

Futuro Anteriore nasce da questo: dall’esperienza di professionisti che sanno di poter dare il loro contributo ad altri professionisti, magari più giovani, magari semplicemente in cerca di pezzi di competenza per chiudere il loro cerchio. O aprirne di nuovi.

Futuro Anteriore è una scuola di formazione. Nuova nuova, pensata con passione e dopo averne viste tante.

La sua casa è questa.

Abbiamo anche un manifesto, eccolo.

Per un marketing populista

Partiamo da una definizione: per populismo si intende genericamente un atteggiamento (divenuto prassi politica) che mira a rappresentare il popolo e le grandi masse e a esaltarne i valori positivi – Wikipedia.

Il marketing è stato e deve tornare ad essere una forza potente che influisce sul comportamento e la cultura, che può innescare un movimento e cambiare il comportamento delle persone, non solo i consumi.

Le tecnologie digitali hanno contribuito a creare modelli asincroni di comunicazione depersonalizzata, frammentando il contenuto e mascherando l’interlocutore. Il marketer ci è andato a nozze cavalcando i nuovi format e spremendo i target grazie alle metriche.

Tutto questo con quale obiettivo? Per vendere di più? Per attirare più audience? Per pianificare più pubblicità?

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Accettiamolo.

Ci sono temi che marketing e innovazione tecnologica non possono più ignorare e devono anzi indirizzare consapevolmente. 

Togliamoci la maschera: prendiamo atto che abbiamo stimolato la superficialità e la banalità, indotto le persone a proteggersi dietro uno schermo ed esaltato narcisismo e vanità.

Torniamo ai fondamenti, rendiamo il marketing uno strumento che ha a cuore le persone, le loro storie, le loro vite.

Tre i concetti:

  • rispetto per le persone, il loro tempo e la loro attenzione
  • empatia alla ricerca di un rapporto profondo, onesto, basato sul dialogo
  • privacy

Coinvolgiamo i brand in esperienze che hanno sì a cuore l’impresa ma che mirino a obiettivi più alti: la cultura, l’educazione, la crescita dell’umanità.

Ci sono delle sfide importanti: il clima, la povertà, il lavoro… adoperiamoci per dare il nostro contributo per il bene comune.

Fare formazione è nel nostro pensiero un atto di responsabilità: verso il committente, i suoi clienti e le persone.

Lavoriamo e abbiamo lavorato per anni in aziende e agenzie, ci siamo sporcati le mani con strategie vincenti e inevitabili fallimenti. Abbiamo partecipato a gare e competizioni a volte molto dispendiose, alcune le abbiamo vinto altre no (la maggior parte no: è la legge dei numeri). Siamo stati in aula, nelle università e nelle aziende. Non ci interessano le mode, ma le conosciamo e non possiamo fare a meno di curiosare nelle innovazioni tecnologiche.

Abbiamo vissuto in prima persona le trasformazioni radicali degli ultimi anni, a volte con notevole distanza e scetticismo, a volte con entusiasmo e partecipazione.

Insegniamo con passione quello che sappiamo fare perché lo abbiamo imparato sul campo, non sui libri. 

Siamo aperti all’ascolto e impazienti verso l’azione.